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Time out…

Esame di coscienza dello Sportivo

Mi piace augurarvi un buon anno nel Time-Out di questo mese richiamando la vostra attenzione su un argomento molto importante e cioè il rispetto delle regole. Non esistono regole più profonde e durature di queste: riflettiamo.

Passa il tempo, cambia il modo di concepire il bene e il male, ma le due tavole della Legge permangono validissime. I Dieci Comandamenti, nel silenzio del cuore, offrono indicazioni sempre attuali per tutti gli sportivi.

 

Non avrai altro Dio fuori di me

Lo sport ha i suoi dei, ogni sport ha il suo Dio. È sconvolgente quando nello sport emerge un Dio che fa dimenticare il vero ed unico Dio. Non è giusto fare dello sport per esaltare se stesso, mettendo da parte Dio.

 

Non nominare il nome di Dio invano

Purtroppo lo sport offre una spaventosa occasione per bestemmiare; sia sul campo, sia ai suoi bordi, vissuta come scarica del nervosismo procurato dall’evento sportivo.

 

Ricordati di santificare le feste

Spesso non si va a Messa nei giorni festivi con la scusa della partita. Si perde il valore del “Giorno del Signore”. L’impegno sportivo diventa una facile scusante.

 

Onora il padre e la madre

Il giocatore, una volta raggiunti i buoni livelli sportivi, non sente più la necessità della “tutela”. I cambiamenti di società ed i rapporti sportivi diminuiscono i legami familiari per dare più importanza all’interesse sportivo.

 

Non ammazzare

La violenza dello sport è vissuta come una necessità per dare sostegno alla propria capacità e danneggiare l’intervento dell’avversario. La violenza è vissuta dagli spettatori come partecipazione attiva all’evento sportivo a favore della propria squadra.

 

Non commettere atti impuri

Purtroppo anche nello sport prevale la mancanza di rispetto del proprio corpo. Lo spogliatoio mette a dura prova parecchi giovani.

 

Non rubare

Ci sono anche furti legati allo sport. Si ruba il risultato dell’evento sportivo, riuscendo a pesare sulle decisioni dell’arbitro. Quante partite truccate?!

 

Non dire falsa testimonianza

Lo sport è vissuto, il più delle volte, come recitazione o come simulazione. Spesso questo comportamento è insegnato dai responsabili delle attività sportive. Quante simulazioni di fallo!

 

Non desiderare la roba d’altri

Quanti desideri per l’acquisto di attrezzature personali a imitazione dei professionisti. Acquisti che mettono a dura prova il bilancio familiare e che, se insoddisfatti, rendono infelice il giovane.

 

Non desiderare la donna d’altri

Il desiderio è forte, la tentazione può diventare convincente, ma occorre vigilare per non lasciarsi prendere dalla concupiscienza. Se rispetti, sarai rispettato, se giochi al ribasso sarai un perdente e imbrogli i rapporti veri e sacri.

 

Cfr. G. P. Ormezzano, Lo sport che fa male, ed. Gruppo Abele, Torino.

 

DON SALVATORE CUBITO 

Consulente Regionale