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La riflessione

Con «Safe Sport Summer» il Csi ritorna a giocare

All’inizio di questa sospirata ripresa, un dato certo sembra accompagnare questa nostra estate ormai alle porte: i centri estivi e i campus sportivi come li abbiamo sempre organizzati non saranno possibili. Niente giochi di gruppo, nessuna sfida a calcio o basket sui campi, neppure assembramenti numerosi e festosi a riempire i nostri cortili. Le linee del governo, le regole igienico–sanitarie, le raccomandazioni dell’ufficio dello sport del Governo scoraggiano tanti di noi a intraprendere l’organizzazione di un’attività che ha sempre regalato grande entusiasmo e confortato tante famiglie.

Lo sport, fatto di campionati, finali nazionali e classifiche, per ora, è fermo. Inutile parlare di tattiche, concentrarsi su allenamenti standard, fasi di gioco, gironi o fasce d’età. Nonostante tutto ciò, emerge un’altra certezza: i ragazzi ci sono e hanno voglia di ritrovarsi insieme a rincorrere un pallone. E dove ci sono i ragazzi il Csi vuole esserci!

Non da solo ma insieme a tanti altri, in modo particolare la Pastorale Giovanile, vuole rimanere “aperto per ferie”. Vuole esserci con quello che meglio sa fare: lo sport. Da sempre, fin dal suo nascere nel dopoguerra, il Csi ha avuto come mission prioritaria quella di regalare speranza alle giovani generazioni attraverso lo sport.

Certo, oggi, la disciplina sportiva pare essere ostaggio di troppi divieti, che sembrano impedire anche la più semplice attività. Forse, però, questa è l’occasione per liberare lo sport da certi condizionamenti e regolamenti al fine di renderlo espressione di libertà, gioia e relazione, manifestazione di sé e delle proprie capacità.

È un’occasione che il Csi non vuole sprecare. È un tempo in cui è necessario l’intuito dell’artista e il coraggio dell’atleta. Come Michelangelo, che girava in solitudine nelle cave di marmo di Carrara alla ricerca del blocco dentro cui intravedeva l’opera straordinaria che avrebbe fatto emergere: gli bastava togliere la pietra superflua. Come Dick Fosbury, che sfidando la legge della fisica e della tradizione, che voleva il salto in alto alla ventrale, alle Olimpiadi di Città del Messico ’68, ha inventato il salto di schiena. Allo stesso modo il Csi si è impegnato a elaborare un progetto per questa estate: Safe Sport Summer. Il sottotitolo è significativo: le nuove regole del gioco.

Nuove regole, nuovi giochi, nuove modalità di stare insieme, nuovi modi di sfidare se stessi e gli altri. Un impegno soprattutto culturale che vuole aiutare i nostri comitati, le società sportive e tutti coloro che vogliono attingervi per stare vicino ai ragazzi. Sulla piattaforma di Safe Sport Summer vengono presentate alcune discipline sportive da proporre in forma di gioco, nel rispetto delle linee governativo–sanitarie, accompagnate da schede con riflessioni sulle life skills (abilità per la vita) che queste allenano, oltre ad alcune testimonianze di grandi sportivi, che raccontano la loro storia e offrono messaggi ai giovani atleti.

In Cile c’è un grande deserto, Atacama, dove ogni tanto capita una stranezza: nonostante l’aridità del terreno è possibile che spuntino dei fiori. Durano poco ma ci sono e sono capaci di sollecitare la curiosità di tanti turisti; lasciano tutti stupiti, almeno per un momento. Forse l’impegno del Csi non risolverà i problemi di quest’estate ma sarà comunque e sempre un segno, bello.

Don Alessio Albertini

Assistente Nazionale CSI