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L’ approfondimento

Carissimo Csi, oggi la campana suona anche per te

Un autore americano ricordava che la morte di ogni uomo impoverisce sempre un po’ l’umanità e quindi invitava a non domandare per chi stava suonando la campana, nel suo tintinnare a lutto, perché “essa suona anche per te”.

Durante i giorni terribili della pandemia qualcuno ha preferito evitare i rintocchi dal campanile: troppo numerosi ogni giorno e inquietanti per le solitudini nascoste in quelle difficili giornate. Però, poi, ci sono morti inaspettate che nel loro silenzio suonano per risvegliare le coscienze, invitano a sentirsi coinvolti nello stesso dolore, anche se lontano, e interrogano la nostra libertà.

É il caso di Stefano, ragazzo solare di 13 anni che amava il calcio, precipitato per trenta metri in un pozzo nel parco di Gorizia. Una tragedia che lascia nel dolore e nel silenzio un’intera città, oltre i suoi famigliari. Vorrei sentire questa giovane vita vicina alla nostra Associazione e permettere che la campana della sua morte svegli e rinvigorisca la nostra missione. Stefano è morto tragicamente durante un centro estivo. In un momento in cui tanti, troppi, sono concentrati sulle ripartenze economiche, sportive, politiche, industriali c’è qualcuno che è anche preoccupato di non lasciare soli i ragazzi. Nonostante le difficoltà che il Covid ha creato e imposto, la comunità diocesana di Gorizia si è impegnata a stare vicino alle famiglie prendendosi a cuore la gioia, la festa, il gioco, il tempo libero di tanti ragazzi. Così anche in tante altre parti d’Italia sono numerosi i volontari che hanno organizzato i centri estivi.

Anche il Csi non si è tirato indietro e ha promosso, come sa fare, attività capaci di regalare sorrisi e offrire prossimità. E Safe Sport Summer ne è un esempio. Esempio di come è possibile offrire la gratuità del volontariato per arricchire un territorio e la vita degli altri. E quanto ce n’è bisogno in questi tempi! Stefano era anche un calciatore dell’Azzurra Gorizia. Forse nessuno sa quante reti ha segnato in carriera, qual è il numero delle sue presenze, ma tutti ora sanno che il 28 ottobre dello scorso anno si è reso protagonista di un bel gesto di FairPlay , rinunciando ad un facile gol per andare in soccorso del portiere avversario.

Dobbiamo imparare un po’ tutti che ai ragazzi sta più a cuore poter giocare che vincere a tutti i costi, e hanno voglia di incontrare qualcuno che insegni loro che ciò che impari sul campo lo puoi trasferire nella vita. Ricordatelo papà e mamma, allenatori, dirigenti e anche tu Csi che vuoi impegnarti ad educare attraverso lo sport. Stefano è morto mentre stava partecipando ad una gara di orienteering, una disciplina sportiva dove ogni allenatore è invitato a non perdere nessuno. “Nessuno deve restare indietro” è lo slogan che si sente ripetere spesso in questi tempi di ripresa.

Anche il Csi vuole far proprio questo invito perchè tutti hanno il diritto di giocare, divertirsi, stare con gli altri e provarci. Non ci interessano i campioni ma le loro vite. Allora stiamo attenti quando suonano le campane, non sono solo il sottofondo di un lutto, ma una direzione per il nostro impegno.

 

 

Don Alessio Albertini

Assistente Nazionale CSI