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L’ Angolo del Presidente

Alcuni giorni fa il Senato ha approvato la mozione per l’istituzione di una Commissione straordinaria per il contrasto dei fenomeni di intolleranza, razzismo, antisemitismo e istigazione all’odio e alla violenza. Prima firmataria di questa mozione la senatrice Liliana Segre, sopravvissuta all’Olocausto.

Assistiamo nei tempi recenti ad inasprimento del clima generale e all’indebolimento di una società che svilisce sempre di più il valore della diversità come ricchezza, e al contrario vede nel diverso il nemico, inneggiando con parole d’odio al populismo e al suprematismo, se non all’annientamento dell’altro.  Non è un caso che la proposta di una Commissione straordinaria che contrasti il clima d’odio imperante nel nostro paese sia di una sopravvissuta a una delle pagine peggiori che l’umanità abbia mai scritto, ossia lo sterminio nazista.  La tendenza a isolare, perseguire e disprezzare chi è diverso da noi e per questo percepito distante e nemico, è un male arcaico in una società che, nonostante i progressi della democrazia e cultura, non si è ancora dotata degli anticorpi necessari contro il razzismo, l’omofobia, l’antisemitismo. Anzi proprio l’attuale società dei social network e della globalizzazione mediatica ha dato a questi fenomeni di odio degli amplificatori e dei ripetitori dagli effetti devastanti.

Ci chiediamo se basti una commissione parlamentare ad arginare tali fenomeni o se sia piuttosto necessaria una campagna nazionale che parta dalle scuole e dai luoghi educativi per seminare il seme della fratellanza, del rispetto per gli altri e della solidarietà.

Lo sport, nella sua dimensione costitutiva di incontro e di confronto, costituisce un campo privilegiato per educare al rispetto dei diritti e della diversità di ogni persona. Eppure lo sport non è uno spazio neutro né tantomeno positivo di per sé: troppe volte assistiamo a scene di odio nei campi sportivi non necessariamente solo di livello professionistico ma anche in ambiti molto più modesti e vicini a noi.

A questo odio non dobbiamo e non possiamo abituarci né tantomeno essere inclini ad un’indifferenza complice che non coglie come semi di odio possano diventare siepi di zizzania difficili poi da sradicare.

L’antidoto a questi fenomeni e a questo cattivo sport restano gli allenatori e i dirigenti che nel ruolo di educatori hanno un compito prezioso e importantissimo: promuovere nei più piccoli, prima ancora della la pratica e la tecnica sportiva e attraverso di essa, uguaglianza

Agnese Gagliano

Presidente CSI Sicilia