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L’ Angolo del Presidente

Resto al Sud.

Resto al Sud perché è al Sud che sono nato. Resto al Sud perché è la terra della mia famiglia da generazioni e perché i luoghi che abito sono   luoghi della mia memoria e dei miei progetti. Resto al Sud perché ho imparato ad amarlo nonostante le sue fragilità e mancanze, nonostante abbia visto e continui a vedere tanti, troppi amici, doverlo lasciare per cercare altrove un’esistenza migliore. Resto al Sud perché al Sud non c’è l’alta velocità, mancano  le infrastrutture e la disoccupazione umilia soprattutto i più giovani, ma è proprio dai più giovani come me che occorre ripartire se si vuole ricostruire il suo tessuto economico e sociale.  Resto al Sud perché è avido di speranza, di lavoro e di dignità e troppo spesso, forse per forza di cose, anche di assistenzialismo e io la speranza la coltivo ogni giorno nei piccoli gesti quotidiani del dono e dell’impegno. Chi fa sport come noi e lo fa al Sud sa che ha sempre tanto da faticare: gli impianti sportivi non all’altezza, spesso neanche a norma, la mancanza di sponsor, di risorse, di spazi, la difficoltà degli spostamenti e la solitudine in cui spesso ci si ritrova a dover percorrere da veri ciclisti questo tracciato sempre troppo pieno di altimetrie.

Eppure nelle società sportive del Sud si creano gruppi di persone di buona volontà, dirigenti, allenatori, ma anche semplici volontari, pronti a risolvere i problemi di ogni giorno, a mettere pezze dove mancano e a mettersi sempre a disposizione del gruppo, animati dalla voglia di costruire qualcosa di bello, che renda prezioso il tempo che i ragazzi trascorrono nello sport. Non semplici preparazioni atletiche, allenamenti, gare da disputare, ma un percorso che dura intere stagioni – le più belle della vita – da condividere con gli altri nel nostro Sud.

“Resto al Sud,” il tema appunto della Convention delle Regioni del SUD, svolta dal 26 al 28 ottobre in Puglia, è stato l’appello alla “militanza” sportiva sul territori che ha chiamato in raccolta i quadri e i dirigenti delle regioni meridionali, pronti a condividere problematiche, difficoltà, ma soprattutto nuove sfide per il rilancio del CSI nei piccoli e grandi centri dell’Italia meridionale.  La riflessione sulla nostra passione associativa che al Sud si colora ancora di più delle tinte dell’impegno civile a favore dei più deboli e dei più fragili, si accompagna con la consapevolezza che fare rete e camminare insieme siano le strade maestre per una autentica crescita ed emancipazione nel paese e per il Paese nella sua interezza.

Agnese Gagliano

Presidente CSI Sicilia