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L’ Angolo del Presidente

 

Lo scorso 21 marzo, inizio della primavera, il Centro Sportivo Italiano in diverse città italiane è stato a fianco di Libera – Associazioni, Nomi e Numeri contro le Mafie, nella Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie, per testimoniare, ancora una volta, soprattutto in Sicilia, terra di mafia e terra di memoria, che l’impegno può declinarsi in diversi i modi. Impegno a favore dei più deboli, degli ultimi, ma anche e soprattutto impegno a favore della legalità e per una società più giusta e solidale. Solidarietà, giustizia, legalità rappresentano, in filigrana, i valori su cui si iscrive tutta la storia della nostra Associazione ma essi devono rappresentare, soprattutto, l’orizzonte ideale verso cui orientare le nostre azioni concrete e le nostre iniziative sul territorio.

A volte si pensa che tali ideali siano distanti anni luce da quello che facciamo, poiché chi fa sport fa principalmente qualcosa che soddisfa un bisogno personale, assolutamente legittimo, di benessere, di socialità, di divertimento. Se però pensiamo  a cosa significa fare sport al CSI, e quindi fare sport anche e soprattutto con i più piccoli, con i disabili, con i detenuti, nella società civile e per la società civile, lontana dai riflettori di un mondo sportivo che sembra cucito addosso solo ai “campioni”, allora forse risulta più chiaro perché il 21 marzo centinaia di “ciessini” hanno partecipato nelle proprie città ad un’iniziativa così importante e così diffusa, contro tutte le mafie.

In un momento in cui il Centro Sportivo Italiano sta ridefinendo il proprio ruolo nello scacchiere dell’associazionismo, chiarendo compiti, competenze, ricadute sociali e ambiti di intervento, per chiarirci quello che facciamo forse non occorre ricorrere alla Riforma del Terzo Settore in atto, a interventi programmatici e assi strategici, su politica nazionale ma basta guardare, nel nostro piccolo, e quindi nei nostri territori, alle alleanze che stringiamo con la comunità educante, con il mondo della scuola, della disabilità e con tutte le marginalità nei riguardi delle quali cerchiamo di essere prossimi.

Forse la dimensione più giusta che ci restituisce il senso profondo di quello che facciamo è proprio la “prossimità”; essere prossimi vuol dire essere vicini,  ma anche essere presenti dove e quando serve, portando risposte concrete e bisogni concreti, condividendo problematiche, percorsi, processi.

Il CSI non può e non deve cedere alla tentazione di realizzare progetti – quello sì, compito importante di numerose e già diffuse associazioni sui nostri territori. Quello che dobbiamo proporci noi è piuttosto di attivare processi, di partecipazione, di crescita, di inclusione, attraverso lo sport.

Solo in questa dimensione riscopriamo la nostra mission, poichè promuoviamo la pratica sportiva, sostenendola ed alimentandola, laddove essa è più fragile e più debole, credendo fermamente nel suo valore educativo anche e soprattutto, nei terreni e nei contesti più aridi di opportunità, risorse, margini di miglioramento.

Solo in questi processi il CSI disegna la sua azione di promozione sociale e di intervento sul territorio non quale associazione alla stregua delle altre, ma proprio in virtù del suo essere storia e voce altisonante di un modello di sport in cui l’uomo è al centro di politiche, iniziative, idealità che fanno parte del nostro di processo che ci ha reso per oltre 70 anni, l’Ente di Promozione Sportiva più importante nel nostro Paese.

Agnese Gagliano

Presidente CSI Sicilia