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L’ Angolo del Presidente

Cari amici,

questo angolo in un mese denso di attività sportive, a partire dalle Finali Regionali “Sport & Go” che si sono già svolte nelle scorse settimane a Caltagirone, Catania e Messina, fino a quelle degli sport di squadra che si svolgeranno, sin da questa domenica e per tutte le prossime domeniche del mese di maggio, in maniera disseminata su tutto il nostro territorio isolano.

Voglio cogliere innanzitutto l’occasione per ringraziare i Comitati Territoriali delle località interessate che non fanno mancare il loro impegno volontario, mettendo a disposizione operatori, dirigenti, arbitri. Un grazie inoltre, anche ai responsabili delle attività sportive, a partire dal Coordinatore Tecnico Regionale e dai referenti e designatori arbitri, per il lavoro di coordinamento che stanno svolgendo in queste settimane e naturalmente alle decine di società sportive che prenderanno parte, con i loro atleti e dirigenti, a questi importanti eventi sportivi e associativi.

Il “Territorio” e l’ “attività” continuano a restare le priorità assolute della nostra azione, per ridare slancio e forza ad un nuovo sviluppo che intende  partire dal basso, da nuove idealità e progettualità provenienti dalle nostre società sportive e dai nostri dirigenti.

Ci troviamo oggi davanti a scenari politici, economici e sociali che a livello micro e macro-territoriale, complicano la nostra azione sul territorio. Viviamo in una dimensione politica che già a livello locale, appare sempre più disgregata, incapace di fornire risorse ma soprattutto attenzione e considerazione allo sport di base.

Abbiamo bisogno di vedere il nostro enorme lavoro valorizzato, abbiamo la necessità di avere i riconoscimenti che meritiamo. Questo Paese, senza di noi, senza le nostre associazioni sportive, senza le nostre parrocchie, sarebbe perduto. Soprattutto nei quartieri più disagiati e nelle periferie delle grandi città dove anche la nostra presenza contribuisce, spesso contro tutto e tutti, a ricucire tessuto sociale e cooperazione attiva e partecipata.

In Italia quasi un bambino su cinque non pratica sport nel tempo libero e circa un minore su dieci non pratica attività motorie neppure a scuola per mancanza di spazi attrezzati o per l’assenza di attività nel programma scolastico. E queste percentuali si fanno ancora più drammatiche al Sud dove, secondo l’Indice di Povertà Educativa elaborato da Save The Children (2018), più del 40% dei minori non fa sport.

Ecco perché stupisce che la politica non abbia interesse per lo sport, per questo sport. Stupisce, perché ciò significa non avere interesse allora per il benessere e per la salute dei cittadini, soprattutto dei più piccoli e dei più deboli, per la condizione sociale in cui essi si trovano, per l’educazione e l’integrazione sociale.

Per questo dobbiamo ancora con più tenacia e passione farci carico del fatto di rappresentare una grande organizzazione di sport sociale fortemente radicata nel tessuto connettivo delle nostre comunità locali e nazionale. Che agisce nel rapporto sussidiario con le istituzioni, che si fa responsabilmente carico di essere un movimento capace di generare e promuovere diritti, opportunità, salute e aggregazione sociali.

Il nostro impegno quotidiano ci permette di essere credibili come forza sociale e come associazione di sport che non sa solo rivendicare ma svolge soprattutto un ruolo di stimolo, di pungolo, verso le istituzioni sportive e quelle politiche ad ogni livello.

A livello regionale, continueremo a promuovere partecipazione e condivisione dei percorsi, per rendere collegiali le scelte, agevolare il confronto delle idee, allargare la squadra della governance per redistribuire il peso delle responsabilità, a sollecitare le tante risorse territoriali che abbiamo, provando ad arricchire sempre di più la nostra proposta sportiva.

Ci aspettano tempi non facili ma il coraggio delle nostre idee e la forza della nostra passione educativa ci renderanno capaci di puntare a nuovi obiettivi, di segnare nuovi percorsi, con uno sguardo lungo e luminoso, rivolto all’eredità del nostro passato, ma soprattutto alle nuove sfide del nostro futuro.

Agnese Gagliano

Presidente CSI Sicilia